2.

Salvini è alla seconda edizione del suo like e vinci. È un po’ come vedere il padre del tuo grande amore delle elementari e leggergli in faccia il dispiacere paterno per le scelte del figlio, mentre ti lascia il numero di telefono che non farai mai. Twitter si è riempito di buongiorno che è probabilmente la bugia più innocua che continuiamo a raccontarci. Mi hanno inviato ad un ritiro spirituale delle cinque erre in cui mi promettono di ritrovarmi alla modica cifra di 1349 euro. Temo sappiano benissimo quanto devo stressarmi per guadagnarli. La plastica è il nuovo diavolo, perché è facile attribuire la colpa ad un paio di polimeri che non guardarsi in faccia la mattina ed ammettere che siamo dei coglioni.

1.

Da qualche parte bisognerà pur iniziare. Il problema è quando hai iniziato tanti anni fa, ti sei fermata di colpo. Come con ogni cosa del resto. “Ma io non so scrivere!” Certo che lo sai fare. Hai imparato per prima, ricordi? Eri la più piccola della classe, eppure le lettere scorrevano. Magari insicure, magari pronunciate male. Ma non hanno mai smesso di scorrerti dentro. Di correre, su quel binario parallelo alla tua vita, creando immagini su immagini.

Potresti anche dirmi che cosa ti ha fermata. Lo sai? No, non lo sai. Ma è sempre tempo per rincominciare a dirsi le cose, ad alta voce. Uno schermo è dire una cosa ad alta voce? Forse. Con tutti quei visi che giornalmente vi si appiccicano. Il mondo è cambiato, non è più una frase ad effetto. Se ti guardi bene intorno, il mondo di Philip K. Dick è meno surreale.

Verrebbe voglia di nascondersi sotto le coperte, come da bambina, quando credevi che sotto al letto ci fosse una tigre dai denti a sciabola e sull’armadio un drago a due teste. Oggi ne ridi, perché il mondo là fuori è decisamente più spaventoso. E’ arrogante, presuntuoso. E’ un mondo a cui sai di appartenere solo perché ne condividi il tempo presente, ma è un mondo in cui non avresti mai scelto di essere, se solo ci fosse stata la possibilità di scegliere. C’è poco di umano in questo mondo, eppure c’è ancora qualcosa che cerca di respirare umanità. E tu sai che non ti puoi arrendere al mero guardarti intorno, devi interpretarlo, tradurlo in qualcosa che nel tuo respiro abbia un senso, altrimenti ti senti perduta. Probabilmente, un po’ ti sei perduta per strada, qualche briciola di te rimane tra i ciottoli delle tante vie e strade che hai percorso. Sicuramente quei ciottoli rimangono nelle tue scarpe, ogni tanto li ritrovi sul cammino a farti dannare. Ma, se alzi la testa, il cielo è sempre quello.

E allora, ancora una volta, tutto inizia dalla lettera A.