Quello libero che ci rende prigioniere

Eccomi, perdona il ritardo – ma ti annuncio già che questa settimana il post di mercoledì ci sarà regolarmente, oltre a questo.

Se sei stata con me la volta precedente e sei riuscita a trovare il tuo tempo libero, allora sai di che cosa parleremo. Quando non ne abbiamo, faremmo di tutto per averne. Ma quando rimani a casa e hai trovato una routine che ti permette di avere casa (e te stessa!) in ordine, il tempo libero sembra una specie di mostro.

la noia è una brutta bestia, si sa.

E non so a te, ma a me viene in mente Leopardi – diman tristezza e noia, recheran l’ore – al solo pensiero. Forse perché non abbiamo visto mai la noia dal suo lato più bello. La noia serve, perché è uno stato d’animo non aggressivo, ma che comunque ci sprona ad ingegnarci, a reagire. A fare qualsiasi cosa purché passi. La domanda è se sappiamo come gestirla.

In un mondo di stimoli ed impulsi che ci bombardano da ogni dove, uno potrebbe pensare che siano proprio questi la cura alla noia. Sorpresa, ne sono i più grandi autori. La sovraesposizione alle informazioni fa sì che si abbassi la capacità di concentrazione oltre alla capacità di focalizzazione su degli interessi reali. E l’assenza di interesse e concentrazione, è noia.

E’ una cosa che si vede benissimo con i bambini: se circondati da innumerevoli giocattoli, continuano a spostare la loro attenzione dall’uno all’altro, resistendo per pochi minuti, facendo un disordine incredibile e dopo circa un’ora di gioco sono completamente sopraffatti da tutto al punto da essere stanchissimi ed irascibili. Mentre se li lasci con una scatola di cartone, dopo i primi trenta secondi di sconforto perché è solo una scatola, trovano il modo di trasformarla in un universo. E possono perderci pomeriggi interi senza mai perdere quell’entusiasmo di scoprire ogni volta qualcosa di nuovo.

Noi non siamo molto diversi dai bambini che eravamo.

allenare la concentrazione

Se fino ad ora hai pensato che gli squat fossero uno degli esercizi più duri che tu possa mai aver fatto, dovrai ricrederti. Lo sforzo mentale per allenare la concentrazione è di gran lunga più estenuante. Perché non ci è più propria e soprattutto perché i risultati non sono misurabili se non a lungo termine. Molto lungo, per la precisione, anche perché non c’è un personal trainer o una palestra che possa esserti da supporto in questo caso. E non ci sono regole che tu possa seguire alla lettera, perché ognuna di noi è molto diversa e la capacità di concentrazione è una cosa che varia da persona a persona.

Ovviamente anche qui, bisogna giocarsela per gradi. Sperare di mantenere alta la propria concentrazione già al primo tentativo, è controproducente. Intanto, devi sapere su cosa vuoi concentrarti – lo studio, la lettura di un libro, un film, un dialogo. Sì, ho detto un dialogo – perché oggi siamo talmente abituati a controllare il cellulare in continuazione e lo facciamo anche nei momenti più belli. Come se dovessimo perderci qualcosa di importante, magari dimenticandoci completamente che la cosa importante è seduta di fronte a noi. In quel momento.

Fa paura, vero?

piccoli esercizi quotidiani

Una delle migliori strategie che sono riuscita ad applicare, è stata decidere consciamente di delimitare spazi e tempi alle attività. Quando scrivo i miei post, spengo tutti i social, allontano di proposito il telefono e mi concentro esclusivamente sulla scrittura, dandomi anche un tempo massimo in cui devo concludere il lavoro. Perché altrimenti è un attimo distrarsi ed è incredibile come si perda letteralmente tempo a perdere l’attenzione. Altrettanto quando cucino o faccio altro in casa. Una cosa per volta. Per me che sono veramente molto reattiva agli stimoli e curiosa più di un furetto (e purtroppo ho anche la capacità di elaborare più informazioni in contemporanea), è difficilissimo. Talvolta insostenibile. Ma sono i risultati che vedo, a ripagarmi ogni volta.

Altro accorgimento – le cose fatte una volta soltanto. Hai presente quando torni a casa e lasci la borsa sulla sedia? O quando lasci le cose in giro e solo successivamente le rimetti al loro posto? Ecco, una cosa che chiede una grossa mole di concentrazione è fare le cose in un solo passaggio – mettere le cose subito al posto loro designato, fare la cosa che avevi deciso di fare senza darti delle scuse. Perché non devi risponderti tanto faccio dopo (con un’altissima probabilità che quel dopo non arrivi fino al giorno in cui non riesci più a trovare niente), ma farlo in quel momento.

A lungo andare scopri che inizi a fare le cose con cura, con attenzione, meglio e nella metà del tempo – perché non ti distrai. Quindi il tempo per poi vagare sui social ti rimane comunque. Solo che ad un certo punto, scopri che i social non sono nemmeno tanto interessanti. Che quel tempo lo puoi impiegare anche solo per osservare il mondo che ti circonda, o per concederti una piccola coccola o per passioni che avevi riposto da tempo. Scopri che in realtà hai bisogno della metà delle cose che possiedi e puoi essere comunque felice. Perché trovi la tua scatola di cartone e la fai diventare un universo intero.

Abbi cura di te, a mercoledì.

Ana

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *