Fai la (rea)lista.

tidimess lista
(photo D.C.)

Dopo lo scorso post in collaborazione con Alice e Laura, ti vedo già pronta con la tua to do list, la wishlist, la lista dei sogni, dei rimpianti e insomma, un mucchio di liste. Non arrossire, le ho fatte pure io. O perlomeno, ci ho provato.

 

la (giorna)lista

Sai, ti ritrovi da sola in casa, ore infinite che non passano e allora cerchi di mettere su carta (o smartphone), tutte le cose che dovresti fare, per far sembrare la tua vita impegnata in qualcosa. Qualsiasi cosa. Imprese titaniche come “pulire gli interstizi dei termosifoni” o cose banali come “manca lo zucchero”. E magari all’inizio ti impegni pure e porti a compimento una o due liste, ma poi le liste cominciano ad allungarsi, o peggio, a ripetersi. Allora ne compili altre, quelle dei tuoi sogni, quelle delle promesse mai mantenute, quelle che tanto – in tutta franchezza – non ci credi nemmeno tu (e fai male).

 

la (fata)lista

E allora le liste rimangono lì, a guardarti severe: “Fallita.” Le nascondi nel cassetto, così almeno non ci pensi. Poi ti viene la smania del declutter, perché hai appena visto il video fighissimo di quella blogger aurea che riesce ad essere bellissima-ricchissima-ordinatissima (e che ti dice che con le to do list ha risolto tutti i problemi della sua vita, gomito del tennista compreso) – e la lista ritorna tra le tue mani a tradimento,  e in quel senso di colpa atroce, sei pure capace di tenerla per ricordo/un-giorno-forse-chissà.

 

la (Ana)lista

Spero tu abbia sorriso di tutta questa verità. Perché nel nostro goffo essere, siamo umane quanto chiunque altro. Perché per quanto queste cose non le vogliamo raccontare a nessuno, le facciamo. Che poi, il perché uno dovrebbe vergognarsi di non sapere che pesci pigliare, non mi è chiaro. O forse, mi capita così spesso da farmi pensare che sia un sentimento comune, quando magari non lo è affatto, chissà.

 

e la (rea)lista

Ciò che ho trovato più vero nel mio sperimentare, è che vale esattamente come per la capsule wardrobe, less is more. Bisogna essere obiettive quando si scrive una lista. Attenzione, non stroncare i propri sogni, ma semplicemente non desiderare tutto avvenga senza uno sforzo. O un piano. E un piano non è duecento liste sparse per altrettanti quaderni perché  un piano ha bisogno anche di un’obiettivo.

Le liste che compili (di solito lo facciamo per sgombrare la mente, è quello il loro più grande pregio), devono essere utili. Quindi tutte le faccende, attività o altro che ti prospetti di fare – devono essere fattibili in tempi ragionevoli (questo vuol dire che per le cose più grandi farai liste di passi più piccoli). Tieni un quaderno con le tue liste personali e uno con le cose di casa – avere tutto in un solo posto, aiuta a ritornarci più spesso. Inizia da cose che sai che devono essere fatte, ogni giorno. Sembra banale, ma è così che imparerai ad usare le liste a tuo favore. Quattro punti per lista al giorno, sono più che sufficienti e se non li porti a termine, diminuisci il loro numero. Non devi rendere conto a nessuno al di fuori di te stessa, quindi concediti di sbagliare ed impegnati per migliorare.

Prova da domani con questa:

  • sorridi
  • spegni il telefono per almeno un’ora
  • metti il tuo rossetto preferito
  • chiama una persona che non senti da tempo

e fidati di me, per quanto possa sembrare facilissimo, non è così scontato tu la segua senza rispondere a te stessa – nah, lo faccio dopo – e te ne scordi completamente. Mettere in lista le cose più ovvie, ti farà capire quante scuse e con quanta frequenza rimandiamo le cose più semplici – figuriamoci le cose che ci pesano.

 

Non prenderti troppo sul serio – ma prenditi seriamente, e abbi cura di te.

Ana

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