Casalinga alla ricerca della felicità

Care rimaste a casa, bentornate.

Abbiamo imparato a gestire il tempo liberoa fare le liste con criterio e persino a prenderci cura di noi stesse, eppure questo non è a sufficienza. Manca ancora qualcosa.

Rimanere a casa, ci fa perdere qualcosa che è importante per chiunque – sentirsi realizzati. E non sto parlando di carriere con titoli altisonanti, ma di una percezione soggettiva della propria esistenza. L’essere umano cerca e sente il bisogno di dare uno scopo al suo essere, altrimenti prevale una specie di sensazione di smarrimento. Lo psicologo Abraham Maslow, colloca l’autorealizzazione in cima alla piramide dei bisogni e se i suoi studi oggi vengono sfruttati anche nel marketing e nella vendita (signorsìsignori), un motivo c’è. Ne abbiamo proprio bisogno.

 

la casalinga realizzata

Suona come un paradosso, in quanto oggi la figura di casalinga è vista come quella di donna dipendente economicamente dagli altri, priva di potere decisionale e di opportunità. Forse perché aggrappati – a mio avviso un po’ ingiustamente- alla figura della casalinga in una società di stampo patriarcale che ancora poco tempo fa vigeva (e spesso ancora vige) nel mondo da cui proveniamo. Ma io spesso immagino che l’errore sia nella prospettiva – il ruolo della casalinga era fondamentale e anzi, erano donne estremamente forti, coraggiose e spesso erano le spalle di famiglie molto più numerose di quelle odierne.

Mettiamola in termini banali, le nostre bisnonne di certo non si piangevano addosso per una lavatrice da caricare, ma caricava tutti i panni in una cesta, si facevano i loro bei chilometri fino al fiume e lavavano i panni a mano. Non credo la casalinga di allora sentisse il bisogno di realizzare sogni e desideri legati alla sua persona, perché semplicemente non c’era il tempo di pensarci. C’era lavoro sufficiente da mattina a sera. Non è un discorso di femminismo, so che le opportunità date alle donne erano molto limitanti, ma parlo delle frustrazioni che veramente ne derivavano. Un conto era non poter inseguire i propri sogni – ma c’erano comunque responsabilità ed attività che davano un senso al passare dei giorni. Ora succede il contrario, abbiamo diritti che le nostre ave non si potevano nemmeno immaginare e riusciamo addirittura a trasformare noi stesse in prigioni le nostre case. Quando basta aprire la porta. O una finestra virtuale.

aprire tutti i cassetti

Direi proprio che è l’ora di farlo. Tirare fuori tutti i sogni accantonati, le passioni abbandonate, quelle grandi emozioni che per un dubbio od un altro abbiamo messo da parte. Lo so, state rimuginando sulle stesse cose che vi fermavano allora – i soldi, il tempo, le capacità. E se vi dico che questa volta avete la soluzione proprio sotto al vostro naso? Il tempo, abbiamo già scoperto, ne avete a sufficienza. Le capacità si imparano e si allenano. E i soldi? Ragazze, siamo nell’era dove l’istruzione è accessibile più di qualunque altra cosa, perché l’istruzione non è solo quella che si può ricevere in un privato e costosissimo istituto. Se già state leggendo questo, un primo strumento è proprio davanti a voi.

Ci sono le biblioteche, i centri d’impiego (lo sapevate che ci sono tantissimi fondi statali, regionali ed addirittura europei per la formazione delle donne, dei disoccupati e dei giovani, sia gratuiti che con un contributo personale veramente contenuto?), i vari corsi tenuti da associazioni e gruppi d’incontro, i corsi universitari gratuiti online come quelli della rete EduOpen, i workshop proposti da vari eventi, i corsi online, i tutorial e video tutorial, quindi magari anche se vivete in città o posti che non hanno una grande offerta formativa locale, potete sempre attingere da fonti online. C’è l’imbarazzo della scelta, davvero.

 

rimaste a casa, rimanete voi stesse

Sì, il primo momento è difficile. Il primo pensiero è: non ce la posso fare. Però è questo stesso pensiero ad essere la prova che l’unico limite tra voi e i vostri desideri, siete voi stesse. Una volta superato quel limite, ed è più facile di quello che sembra, capirete di poter non solo superare i vostri limiti, ma anche tutti quelli che il mondo ci fa credere di avere. Perché una volta che guarderete i sogni negli occhi, capirete che sono l’essenza della vostra felicità e questa è in fondo il risultato del sentirsi realizzati.

 

io ci sono

Non ho approfondito fonti e idee dalle quali attingere, semplicemente perché non conosco i sogni di ognuna di voi e generalizzare serve a poco. Ma se proprio non sapete da dove iniziare, mandatemi una mail, un messaggio, unitevi al gruppo su Facebook. Chiedete e insieme troveremo il modo.

Perché come ci insegna Lemony Snicket, c’è sempre qualcosa.

 

Abbiate cura di voi,

Ana

 

 

 

 

 

 

 

 

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